caso NGC 891: a chi interessa la verità?

 

Il caso NGC 891. A chi interessa la verità? 

 

Replica a Sky & Telescope 

In occasione dell’articolo a firma J. Lodriguss, sull’etica nella fotografia astronomica, in prossima uscita sulla nota rivista statunitense Sky & Telescope, ritengo necessario, anzi indispensabile, replicare con forza all’immagine, che con grande superficialità giornalistica, mi viene attribuita. Non guadagno con l’astronomia, non ricevo regali dagli sponsors e per fortuna non ho perso l’amicizia e la fiducia di chi mi conosce.

Tuttavia, mi sento in dovere di difendere trenta intensi anni di astronomia, belli,  appassionati e soprattutto onesti ( anche negli errori che umanamente si possono commettere ). Non sono un ladro e non lo sarò mai e non esiste luogo civile ( e quindi di diritto ) al mondo, in cui la colpa si tramuti in dolo solo per presunzione, supposizione, oppure in cui non venga concesso il diritto alla difesa. Di seguito, la replica a Sky & Telescope. La sentenza per molti è stata emessa, per altri, forse, vi saranno gli elementi almeno per un ragionevole dubbio.

 

Gentile Editore

Gentile direttore responsabile

Preg.mo dott. Jerry Lodriguss

 

E’con intenso dispiacere, che prendo visione dell’articolo del dott. Jerry Lodriguss nella parte che mi riguarda.

Dopo tanti anni, ricevo attenzione dalla Vostra rivista e da uno degli autori che stimo, ma a quale prezzo!

Trenta anni di intensa astrofotografia, dalla pellicola chimica alle diapositive, dall’essere uno dei primi a sviluppare le possibilità delle reflex digitali nel campo del colore mappato ( Ha, SII, OIII ), agli sviluppi di un imaging multibanda profondo (utilizzando uno dei pochissimi nel mio Paese), il sistema hypestar, fino agli esperimenti nel vicino infrarosso ( 807nm), le collaborazioni, la continua esplorazione delle potenzialità e dei limiti dei moderni sensori CMOS e lo sviluppo di una sintesi delle tecniche hires con quelle deep sky ( nell’esplorazione di quelle  che ritengo le nuove frontiere dell’imaging astronomico ) fino agli articoli, le pubblicazioni e qualche fortunato riconoscimento nazionale ed internazionale.

Trenta anni di impegno, migliaia di notti sotto il cielo, ingenti investimenti economici, per essere presentato infine come un ladro internazionale di fotoni ( almeno nell’immagine di cui si discute ).

Ma se questa è la verità, il corretto giornalismo la deve riportare.

Ma è la realtà dei fatti? Può interessare una versione alternativa magari più rispondente ai fatti, oppure è giornalisticamente più attraente la sommaria sentenza che mi pare, sia già stata emessa.

L’errore c’è stato, lo sto pagando e lo pagherò anche in futuro e a caro prezzo .

Lo illustrai dettagliatamente con dovizia di dati tecnici (  per nulla segnalati o considerati, almeno per dovere di cronaca, sull’articolo ), in una pagina appositamente realizzata del mio sito, subito dopo l’accaduto; lo descrivo nuovamente ora in maniera forse più incisiva e sintetica, in una sezione appena realizzata contenente nuovi dati ed elementi all’url http://www.alessandrofalesiedi.it/caso-ngc-891-a-chi-interessa-la-verita/

Come riportato in essa, applicando un metodo di apprendimento e miglioramento appreso in campo musicale ( con il quale suonando insieme ad una registrazione di un brano eseguito da un grande musicista, si migliora la diteggiatura e lo stile ), nelle fasi finali di ogni mia elaborazione (se sono un faker perché dichiarare questo con il pericolo di gettare dubbi sull’intera mia produzione ? ), che viene eseguita sempre in PS, inserisco sempre un livello contenente una immagine di un imager più bravo di me ( trovarlo è abbastanza semplice ).

Questo per verificare i miei miglioramenti e nel contempo evitare artefatti.

Con enorme superficialità che normalmente non mi appartiene, giunto al termine dell’elaborazione ho fuso insieme i livelli ( dimenticando di togliere o disattivare quello relativo all’immagine di A.Block rimasto attivo in percentuale di fusione ); quindi ed è questa la mancanza più grave, senza verificare la versione finale, se non con una rapida occhiata , ho inviato immediatamente il tutto.

Difesa puerile di un imbroglione colto in flagrante, versione impossibile, oppure esiste una minima possibilità che la cosa sia avvenuta realmente?

E possibile che un imager con all’attivo decine di pubblicazioni e articoli sulle riviste del settore, tre APOD ( escluso ovviamente quello che mi è stato tolto ), e numerosi premi nei concorsi nazionali ed esteri, sia stato così abile da aver tratto in inganno per decenni editori, direttori responsabili e scientifici, valenti imagers e astronomi componenti le commissioni giudicanti e addirittura la NASA?

E’ un caso che in anni di pubblicazioni e di concorsi, non abbia mai avuto il minimo problema?

Possibile, che la competenza di decine di questi esperti, sia così scarsa?

 Io non credo.

Ma se io fossi davvero così bravo nelle contraffazioni, perchè non applicare la stessa abilità su NGC 891? 

Se non è così, se la frode quindi è solo sull’immagine di NGC 891, perché rischiare una “carriera” per un APOD o un premio in più!

E perché farlo prendendo una immagine (oltretutto ruotata rispetto alla mia!) di uno dei più conosciuti imager al mondo, appiccicando grossolanamente i suoi dati, invece che miscelarli con accortezza in quelli propri ( ho più di 10 ore di posa sulla NGC 891, e con migliaia di ore di elaborazione alle spalle sarei stato in grado di farlo! ) ?

Nel caso di un fake oltretutto, non si è mai pensato che avrei preso i dettagli della galassia, evitando accuratamente il fondo cielo,  (dove spesso oltretutto gli imagers mettono degli elementi identificativi ), che infatti è stato l’elemento decisivo per riconoscere l’alterazione dell’immagine?

E perchè utilizzare gli stessi spikes, come forma, dimensione, intensità ed orientamento, quando facilmente con una selezione si sarebbe potuto prendere solo la componente stellare e quindi utilizzando il noto software Star Spike Pro, generare degli spikes a piacimento?

Sono solamente domande oziose, oppure sarebbero utili per fare del buon, anzi del normale giornalismo ( visto che nell’articolo si parla di etica ) ?

Più che un abile e accorto fake in effetti, sembra più un folle e insensato suicidio.

Più che un fake ( nel senso di imbroglio, come riportato nell’articolo ), a me sembra come un esempio di come non si debba lavorare, un esempio di superficialità.

Ma dalla colpa, passare al dolo ( che nel mio Paese va sempre provato dall’accusa ), senza neanche porsi le domande più elementari, non solo non è giustizia, ma non è neanche l’espressione della professionalità e della serietà che sono abituato a respirare dalle pagine della Vostra spettabilissima rivista.

Sarebbe come se ognuno che fosse responsabile, ad esempio, un incidente stradale fosse messo in carcere o comunque automaticamente processato per aver premeditato il fatto, per averlo studiato lucidamente a tavolino e quindi compiuto, con la volontà di provocare danni alle persone o alle cose. 

Un appassionato, un uomo, non è un’immagine virtuale, non è fatto di carta, ma di carne e sentimenti. Per questo, ogni rapida sentenza, richiederebbe perlomeno un minimo di informazione, su chi si sta per colpire e meno che non ci si occupi di stampa scandalistica.

Se si è un faker si mette in conto il rischio (e una volta scoperti penso sia inutile difendersi), ma se il problema è un altro, come detto, la sofferenza è enorme.

Mi è stato consigliato anche di difendere l’immagine in sede legale, cosa per me semplice e affatto costosa per il lavoro che svolgo.

Tuttavia, per ora preferisco rivolgermi all’umanità ( gli uomini sbagliano, si dice che errare è umano ) e alla provata professionalità degli Autori e dei responsabili della Vostra spettabile Rivista, chiedendo una rettifica o la possibilità di una replica.

In tal senso gli spunti strettamente tecnici, i dati, utili mi auguro, a chi voglia approfondire seriamente, o almeno con maggiori dati la vicenda, sono visibili all ‘url http://www.alessandrofalesiedi.it/caso-ngc-891-a-chi-interessa-la-verita/ 

Nel futuro, non so se riuscirò, ma sicuramente mi sforzerò di produrre risultati anche migliori di quelli di cui mi si accusa di plagio, e comunque sia, ogni lavoro sarà corredato di fit, di somme, della descrizione del processo elaborativo, che chi avrà la competenza e il coraggio di riconoscere una onesta ed impegnata passione mi permetterà, ancora di condividere.

In caso contrario, non vivo economicamente di astronomia, non ricevo regali da sponsors, la mia reputazione professionale e personale non ha mai suscitato dubbi in alcuno e mi rimarranno gli amici di cielo, che conoscendomi direttamente ( personalmente, ma anche in via telematica ), non hanno mai messo in discussione, cosa per me davvero non scontata, la mia correttezza.

Oltretutto, sono così attaccato alle vittorie e alle pubblicazioni, che non aggiorno più la relativa pagina del mio sito da quasi due anni.

Mi si presenti pure come uno sbadato idiota, ma non come un truffatore: ritengo sarebbe umanamente e giornalisticamente più corretto.

Detto ciò, rinnovo le scuse per il mio grossolano errore, già inoltrate a gennaio agli interessati e riportate pubblicamente sul mio sito.

L’astrofotografia è la mia più grande passione fin da bambino e il pensiero di averla seppure involontariamente danneggiata sarà un peso sul cuore per tutto il resto della mia vita.

Ringraziando dell’attenzione, con osservanza  

 

Di seguito una rapida analisi dei dati ottenuti su NGC 891 (con i relativi link per il download) per comprendere quanto abbiano influito i dati di A.Block, sulla versione finale. 

 

Una foto astronomica come molti sanno è il frutto di centinaia di passaggi utilizzando molti software appositi.

Lo mio scopo però è quello di proporre un percorso rapido (anche se molto grossolano) che permetta a chiunque di toccare con mano e in pochi minuti, le caratteristiche principali dei dati da me raccolti su NGC 891 per produrre l’immagine inviata all’APOD.

In altri termini verificare il livello di dettaglio raggiungibile (seppure con pochissimi passaggi) può  dare una indicazione di come e quanto l’immagine di A.Block abbia influito sul dettaglio finale

Ecco tutti i dati grezzi di tutte le sessioni.

Sessione del 15.11 scaricabile qui

Sessione del 16.11 scaricabile qui

Sessione del 18.11 scaricabile qui

Sessione del 2.12  scaricabile qui

I dati sono stati preprocessati per mezzo dei frame di calibrazione scaricabili qui (rimozione del master bias, divisione per il master flat field, no dark allineamento e stacking) utilizzando prevalentemente PI (ottimi per effettuare la somma dei singoli frame gli algoritmi di reiezione winsorized sigma clipping  o ancora meglio linear fit clipping

Dopo la calibrazione l’allineamento e lo stacking si otterranno i file scaricabili qui in formato xisf di PixInsight e convertiti in formato TIF 16bit

Dai risultati ottenuti si può notare come una delle migliori sessioni sia quella del 2 dicembre 2015.

Le altre, prima di poter contribuire alla somma complessiva, dovranno essere portate al livello della migliore, ovvero quella del 2 dicembre. Questo produrrà una somma complessiva più dettagliata, di quella che si potrebbe ottenere sommando senza alcun intervento preventivo tutti i frame di tutte le sessioni.

L’elaborazione proposta è grossolana e molto rapida: una rapida deconvoluzione in PI ( normalmente uso i noti software Astroart e IRIS ma per questo test cercherò di utilizzare, almeno per i passaggi principali PixInsight – di seguito PI- in quanto programma molto diffuso tra gli appassionati).

 

Ecco il risultato per esempio, dopo una intensa deconvoluzione ottenuto sulla somma dei dati della sessione del 15 novembre 2015).

 

L’immagine è alterata da una deconvoluzione spinta e non limitata da maschere protettive (PI regularized Richardson Lucy 80 iteraz.), ma ciò che per ora è importate è verificare il livello e la scala di dettaglio ottenibile, senza pensare troppo all’estetica.

Aprendo l’immagine in PS, e mettendo la somma grezza su di un livello e quella deconvoluta sul livello superiore si selezioneranno le stelle (ottenute con la deconvoluzione), con una bacchetta magica con tolleranza 10 (magari sfumando un po’ la selezione) copiate e semplicemente incollate sulla somma grezza  (con una maschera di livello e un pennello si potranno far emergere parti del livello sottostante non deconvoluto in modo da eliminare gli artefatti attorno alle stelle più luminose). Anche i dettagli della galassia potranno facilmente emergere con l’uso di un pennello su semplice maschera di contrasto in PS.

Eventuali pixel caldi residui non rimossi dalla somma sigma clipping potranno essere tolti con lo strumento polvere e graffi in PS.

 

A conclusione di questa grossolana fase preliminare il cui scopo come detto è quello di portare i dati (o meglio le somme) delle sessioni del 15 e 16 novembre al livello di quella del 2 dicembre ho ottenuto le immagini scaricabili qui oppure qui :

Come detto la somma di queste con quella del 2 dicembre che invece non ha subito interventi ,ci fornirà la somma complessiva delle sessioni a piena risoluzione unbinning  (15, 16 novembre e 2 dicembre 2015) per un totale di 440 minuti scaricable qui ( sum unb 440 min sess 15-16/11; 2/12) .

 

ora finalmente potremo iniziare le nostre prime verifiche sul livello di dettaglio raggiunto (mentre per la profondità e morbidezza utilizzeremo anche la somma di 200 minuti ottenuta in binning 2x la notte del 18 novembre 2015).

Per ora rivolgeremo la nostra attenzione unicamente sulla somma dei dati ottenuti a piena risoluzione (unbinning) da 440 min.

Apriamola in PI e applichiamo una deconvoluzione RRL di 50 it;

successivamente utilizzando il noto freeware IRIS  applicando un fltro gaussiano a raggio 1 (processing – gaussian filter) e poi i wavelet (processing – wavelet) con i valori gauss iris 1.0 wav iris finest 6 fine 10,1 medium 0,5 large 0.6 largest 0,6 e infine applicando un filtro adattivo o un blur (processing – blur) e altre tre deconvoluzioni in PI (sempre utilizzando l’algoritmo Regularized Richardson Lucy), potranno rendere ancora più incisivi i dettagli.

Alla fine della nostra grossolana elaborazione e senza alcun procedimento di riduzione rumore (a parte il leggero gaussiano applicato in iris) otteniamo questa immagine scaricabile qui : somma 440min dopo ammorbidimento wav iris e dec PI

Esiste ancora segnale e dettaglio da estrarre (questa volta però inserendo nel procedimento passaggi di contenimento del rumore ) ed ognuno se vorrà fare sul serio, con più tempo e un pizzico di pazienza (e soprattutto con un procedimento di elaborazione vero e proprio ), riuscirà con facilità a fare meglio di così.

Il mio scopo come detto è quello di consentire a tutti in pochissimi minuti di toccare con mano il livello di dettaglio della NGC 891,  per comprendere in che misura quella inviata all’APOD sia differente.

Non dobbiamo per ora guardare le stelle che dovranno essere elaborate con procedimento a parte e neanche il fondo cielo che sarà dato dalla somma complessiva ( ricordate? Abbiamo ancora 200 minuti in binning da sommare), ma solo la scala e la tipologia dei dettagli contenuti nell’immagine.

C’è ancora molta strada da fare però ecco già un preliminare quanto frettoloso confronto con quanto abbiamo ottenuto e la versione inviata all’APOD.

 

 

Per questa animazione, ho utilizzato come detto, l’immagine ottenuta con i rapidi passaggi fino qui descritti. Prima però mi sono permesso di applicare al fondo cielo un filtro di riduzione del rumore in PS (  filtro-disturbo-riduci disturbo : intensità 7 ), in quanto, gli artefatti sul fondo cielo cielo potevano distrarre dall’oggetto della nostra indagine preliminare ovvero la galassia ). Per il proseguo del nostro percorso però, l’intervento di tale filtro sarà rimosso, per ritornare alla versione ottenuta con i passaggi fin qui descritti.

La NGC 891 inviata all’APOD è il risultato ovviamente di una elaborazione molto più lunga ed accurata, risultante da moltissimi passaggi in ogni singolo software come di “salti” tra un software e l’altro.

Applicando una elaborazione meno frettolosa e soprattutto un pò più accurata (pur utilizzando gli stessi dati impiegati fino ad ora), sommando anche i dati ripresi in binning 2x  scaricabili qui ( sum lum200min sess 18,11,2015 lev adjust pulita dec PI ) ed utilizzando le maschere di livello in PS …..

si potrà ottenere una versione migliore ( e sicuramente più morbida ) della precedente.

Non sono mai stato un grande elaboratore, quindi la maggior parte di coloro che leggono, saranno sicuramente in grado di produrre una versione finale ben migliore della mia.

Con questo ovviamente non voglio dimostrare che un C11 possa raggiungere le prestazioni di un 60 cm utilizzato dalle sapienti mani di A.Block, tuttavia ognuno potrà stabilire se un incremento come quello evidenziato, possa giustificare il rischio di buttare via una reputazione.

Utilizzando i dati fin qui presentati, come base di partenza, considerando anche la comparabile dimensione stellare con quella presentata all’APOD non sarebbe stato poi molto difficile, per un qualsiasi possessore di qualche rudimento di PS ( come lo sono io ), produrre un falso con i dati di Block ( anche con un semplice singolo passaggio di maschera di livello e pennello ). La fusione con i miei dati in questo caso è stata, solamente sulla galassia, pari al 40% 

applicando il colore ripreso, come si può vedere dai dati grezzi scaricabili e con il tocco finale degli spikes con software Star Spikes Pro (che controlla praticamente tutto del pattern stellare, dal numero all’angolo e posizione degli spikes, dall’intensità agli aloni, ai fenomeni diffrattivi, etc) avremmo realizzato il nostro fake perfetto ( nel quale il fondo cielo sarebbe stato ovviamente – prima regola di un buon faker- molto più accorto e prudente ). 

In definitiva credo, un fake molto più accurato e credibile di quello, assai grossolano, che mi si imputa.

 

Conclusioni 

Chi avrà avuto la pazienza e la curiosità di seguirmi in questa rapida analisi, ne trarrà le considerazioni che riterrà opportuno.

Ognuno stabilirà in coscienza, se in normali condizioni di salute mentale è possibile voler rischiare una “carriera” trentennale ( pubblica, sulle riviste del settore dal 2007 ) per un semplice incremento (ognuno ne stabilirà anche la misura), dei dati in una singola immagine, un singolo lavoro, per un singolo APOD o premio in più.

Trenta anni dedicati all’esplorazione dei limiti strumentali delle ottiche e dei sensori dalle riprese su pellicola chimica a quelle multibanda con reflex digitali  ( ved ad esempio il lavoro su Messier 8, e quelli precedenti risalenti al 2009 premiati,  pubblicati su riviste e in articoli )

sia con camere CCD utilizzando il sistema hyperstar, per riprese profonde ( cfr. ad esempio il lavoro eseguito sulla nebulosa Jellyfish o sull’enigmatico oggetto OU4 in Cefeo ).

IC-443-Jellyfish_th                               

profondità necessaria, anche per tentare di riprendere regioni di cielo conosciute, in maniera inedita, come ad esempio nel caso dei lavori sulla regione di Messier 15 oppure di NGC 6946 la famosa galassia fireworks in Cefeo.

oppure sulla Helix nebula, come sulla Iris Nebula 

Dai test multibanda al fine di creare composizioni tricromiche o quadricromiche inedite ( ad esempio su Messier 16  )

a quelli condotti nel vicino infrarosso fino agli 807 nm ( anche sulle comete,  come nel caso della C2014 Lovejoy) :

 

dalle collaborazioni, alla promozione, anche con articoli, del fare imaging coordinato tra più operatori, sia a distanza che sullo stesso sito.

Alle campagne fotografiche su regioni poco riprese : 

Ai lavori in alta risoluzione su pianeti

a quelli sulle nebulose 

NGC 6888..

da quelli sulle galassie

agli esperimenti di procedimenti deconvolutivi in regime di sovracampionamento (tramite riprese deep sky a lunghissima focale fino oltre i 5 metri ) ai recenti sviluppi di nuove tecniche fotografiche, rivolte ad erodere la distanza che esiste tra seeing locale e potere risolutivo degli strumenti, in una sintesi sinergica, tra tecniche hires e deep sky (attualmente in corso in uno dei miei ultimi lavori  Lagoon Nebula hires ) che rappresenta penso, un pò il vertice delle mie possibilità con la strumentazione in mio possesso.

 

 

Tutto questo, non per dire che sono bravo.

I bravi imagers (alcuni dei quali, sono da tempo mio riferimento e ispirazione), sono altra cosa; vorrei solo portare ad intuire in maniera estremamente sintetica a chi non la conoscesse, la mia passione e il suo spaziare indegnamente in molti campi dell’imaging ( e quindi tutto quello che avrei messo in gioco con una singola immagine, o per un singolo riconoscimento, peraltro più volte già ottenuto in passato ).  

Di tutti i miei lavori i fit sono ovviamente disponibili su richiesta, come rimarrò disponibile unicamente presso la mia mail personale ( riportata sul sito alla sezione contattami ), a chiunque voglia parlare di astronomia, di tecnica astrofotografica, di errori umani, ma non di gossip.