caso NGC 891: a chi interessa la verità?

 

Il caso NGC 891. A chi interessa la verità? 

 

Replica a Sky & Telescope 

In occasione dell’articolo a firma J. Lodriguss, sull’etica nella fotografia astronomica, in prossima uscita sulla nota rivista statunitense Sky & Telescope, ritengo necessario, anzi indispensabile, replicare con forza all’immagine, che con grande superficialità giornalistica, mi viene attribuita. Non guadagno con l’astronomia, non ricevo regali dagli sponsors e per fortuna non ho perso l’amicizia e la fiducia di chi mi conosce.

Tuttavia, mi sento in dovere di difendere trenta intensi anni di astronomia, belli,  appassionati e soprattutto onesti ( anche negli errori che umanamente si possono commettere ). Non sono un ladro e non lo sarò mai e non esiste luogo civile ( e quindi di diritto ) al mondo, in cui la colpa si tramuti in dolo solo per presunzione, supposizione, oppure in cui non venga concesso il diritto alla difesa. Di seguito, la replica a Sky & Telescope. La sentenza per molti è stata emessa, per altri, forse, vi saranno gli elementi almeno per un ragionevole dubbio.

 

Gentile Editore

Gentile direttore responsabile

Preg.mo dott. Jerry Lodriguss

 

E’con intenso dispiacere, che prendo visione dell’articolo del dott. Jerry Lodriguss nella parte che mi riguarda.

Dopo tanti anni, ricevo attenzione dalla Vostra rivista e da uno degli autori che stimo, ma a quale prezzo!

Trenta anni di intensa astrofotografia, dalla pellicola chimica alle diapositive, dall’essere uno dei primi a sviluppare le possibilità delle reflex digitali nel campo del colore mappato ( Ha, SII, OIII ), agli sviluppi di un imaging multibanda profondo (utilizzando uno dei pochissimi nel mio Paese), il sistema hypestar, fino agli esperimenti nel vicino infrarosso ( 807nm), le collaborazioni, la continua esplorazione delle potenzialità e dei limiti dei moderni sensori CMOS e lo sviluppo di una sintesi delle tecniche hires con quelle deep sky ( nell’esplorazione di quelle  che ritengo le nuove frontiere dell’imaging astronomico ) fino agli articoli, le pubblicazioni e qualche fortunato riconoscimento nazionale ed internazionale.

Trenta anni di impegno, migliaia di notti sotto il cielo, ingenti investimenti economici, per essere presentato infine come un ladro internazionale di fotoni ( almeno nell’immagine di cui si discute ).

Ma se questa è la verità, il corretto giornalismo la deve riportare.

Ma è la realtà dei fatti? Può interessare una versione alternativa magari più rispondente ai fatti, oppure è giornalisticamente più attraente la sommaria sentenza che mi pare, sia già stata emessa.

L’errore c’è stato, lo sto pagando e lo pagherò anche in futuro e a caro prezzo .

Lo illustrai dettagliatamente con dovizia di dati tecnici (  per nulla segnalati o considerati, almeno per dovere di cronaca, sull’articolo ), in una pagina appositamente realizzata del mio sito, subito dopo l’accaduto; lo descrivo nuovamente ora in maniera forse più incisiva e sintetica, in una sezione appena realizzata contenente nuovi dati ed elementi all’url http://www.alessandrofalesiedi.it/caso-ngc-891-a-chi-interessa-la-verita/

Come riportato in essa, applicando un metodo di apprendimento e miglioramento appreso in campo musicale ( con il quale suonando insieme ad una registrazione di un brano eseguito da un grande musicista, si migliora la diteggiatura e lo stile ), nelle fasi finali di ogni mia elaborazione (se sono un faker perché dichiarare questo con il pericolo di gettare dubbi sull’intera mia produzione ? ), che viene eseguita sempre in PS, inserisco spesso nella cartella di lavoro un livello di riferimento contenente una immagine di un imager più bravo di me ( trovarlo è abbastanza semplice ). Questo per verificare i miei miglioramenti e nel contempo evitare artefatti. Ovviamente essa andava messa a registro e quella immagine è rimasta nella cartella, così al termine della elaborazione lo script l’ha presa e sommata in percentuale di fusione.

Come se non bastasse, senza verificare la versione finale, se non con una rapida occhiata , ho inviato immediatamente il tutto.

Difesa puerile di un imbroglione colto in flagrante, versione impossibile, oppure esiste una minima possibilità che la cosa sia avvenuta realmente?

E possibile che un imager con all’attivo decine di pubblicazioni e articoli sulle riviste del settore, tre APOD ( escluso ovviamente quello che mi è stato tolto ), e numerosi premi nei concorsi nazionali ed esteri, sia stato così abile da aver tratto in inganno per decenni editori, direttori responsabili e scientifici, valenti imagers e astronomi componenti le commissioni giudicanti e addirittura la NASA?

E’ un caso che in anni di pubblicazioni e di concorsi, non abbia mai avuto il minimo problema?

Possibile, che la competenza di decine di questi esperti, sia così scarsa?

 Io non credo.

Ma se io fossi davvero così bravo nelle contraffazioni, perchè non applicare la stessa abilità su NGC 891? 

Se non è così, se la frode quindi è solo sull’immagine di NGC 891, perché rischiare una “carriera” per un riconoscimento già ottenuto in passato? 

E perché farlo prendendo una immagine ( oltretutto ruotata rispetto alla mia! ) di uno dei più conosciuti imager al mondo, appiccicando grossolanamente i suoi dati, invece che miscelarli con accortezza in quelli propri ( ho più di 10 ore di posa sulla NGC 891, e con migliaia di ore di elaborazione alle spalle sarei stato in grado di farlo! ) ?

Nel caso di un fake oltretutto, non si è mai pensato che avrei preso i dettagli della galassia, evitando accuratamente il fondo cielo,  (dove spesso oltretutto gli imagers mettono degli elementi identificativi ), che infatti è stato l’elemento decisivo per riconoscere l’alterazione dell’immagine?

E perchè utilizzare gli stessi spikes, come forma, dimensione, intensità ed orientamento, quando facilmente con una selezione si sarebbe potuto prendere solo la componente stellare e quindi utilizzando il noto software Star Spike Pro, generare degli spikes a piacimento?

Sono solamente domande oziose, oppure sarebbero utili per fare del buon, anzi del normale giornalismo ( visto che nell’articolo si parla di etica ) ?

Più che un abile e accorto fake in effetti, sembra più un folle e insensato suicidio.

Più che un fake ( nel senso di imbroglio, come riportato nell’articolo ), a me sembra come un esempio di come non si debba lavorare, un esempio di superficialità.

Ma dalla colpa, passare al dolo ( che nel mio Paese va sempre provato dall’accusa ), senza neanche porsi le domande più elementari, non solo non è giustizia, ma non è neanche l’espressione della professionalità e della serietà che sono abituato a respirare dalle pagine della Vostra spettabilissima rivista.

Sarebbe come se ognuno che fosse responsabile, ad esempio, un incidente stradale fosse messo in carcere o comunque automaticamente processato per aver premeditato il fatto, per averlo studiato lucidamente a tavolino e quindi compiuto, con la volontà di provocare danni alle persone o alle cose. 

Un appassionato, un uomo, non è un’immagine virtuale, non è fatto di carta, ma di carne e sentimenti. Per questo, ogni rapida sentenza, richiederebbe perlomeno un minimo di informazione, su chi si sta per colpire e meno che non ci si occupi di stampa scandalistica.

Se si è un faker si mette in conto il rischio (e una volta scoperti penso sia inutile difendersi), ma se il problema è un altro, come detto, la sofferenza è enorme.

Mi è stato consigliato anche di difendere l’immagine in sede legale, cosa per me semplice e affatto costosa per il lavoro che svolgo.

Tuttavia, per ora preferisco rivolgermi all’umanità ( gli uomini sbagliano, si dice che errare è umano ) e alla provata professionalità degli Autori e dei responsabili della Vostra spettabile Rivista, chiedendo una rettifica o la possibilità di una replica.

In tal senso gli spunti strettamente tecnici, i dati, utili mi auguro, a chi voglia approfondire seriamente, o almeno con maggiori dati la vicenda, sono visibili all ‘url http://www.alessandrofalesiedi.it/caso-ngc-891-a-chi-interessa-la-verita/ 

Nel futuro, non so se riuscirò, ma sicuramente mi sforzerò di produrre risultati anche migliori di quelli di cui mi si accusa di plagio, e comunque sia, ogni lavoro sarà corredato di fit, di somme, della descrizione del processo elaborativo, che chi avrà la competenza e il coraggio di riconoscere una onesta ed impegnata passione mi permetterà, ancora di condividere.

In caso contrario, non vivo economicamente di astronomia, non ricevo regali da sponsors, la mia reputazione professionale e personale non ha mai suscitato dubbi in alcuno e mi rimarranno gli amici di cielo, che conoscendomi direttamente ( personalmente, ma anche in via telematica ), non hanno mai messo in discussione, cosa per me davvero non scontata, la mia correttezza.

Oltretutto, sono così attaccato alle vittorie e alle pubblicazioni, che non aggiorno più la relativa pagina del mio sito da quasi due anni.

Mi si presenti pure come uno sbadato idiota, ma non come un truffatore: ritengo sarebbe umanamente e giornalisticamente più corretto.

Detto ciò, rinnovo le scuse per il mio grossolano errore, già inoltrate a gennaio agli interessati e riportate pubblicamente sul mio sito.

L’astrofotografia è la mia più grande passione fin da bambino e il pensiero di averla seppure involontariamente danneggiata sarà un peso sul cuore per tutto il resto della mia vita.

Ringraziando dell’attenzione, con osservanza  

 

Di seguito una rapida analisi dei dati ottenuti su NGC 891 (con i relativi link per il download) per comprendere quanto abbiano influito i dati di A.Block, sulla versione finale. 

 

Una foto astronomica come molti sanno è il frutto di centinaia di passaggi utilizzando molti software appositi.

Lo mio scopo però è quello di proporre un percorso rapido (anche se molto grossolano) che permetta a chiunque di toccare con mano e in pochi minuti, le caratteristiche principali dei dati da me raccolti su NGC 891 per produrre l’immagine inviata all’APOD.

In altri termini verificare il livello di dettaglio raggiungibile (seppure con pochissimi passaggi) può  dare una indicazione di come e quanto l’immagine di A.Block abbia influito sul dettaglio finale

Ecco tutti i dati grezzi di tutte le sessioni.

Sessione del 15.11 scaricabile qui

Sessione del 16.11 scaricabile qui

Sessione del 18.11 scaricabile qui

Sessione del 2.12  scaricabile qui

I dati sono stati preprocessati per mezzo dei frame di calibrazione scaricabili qui (rimozione del master bias, divisione per il master flat field, no dark allineamento e stacking) utilizzando prevalentemente PixInsight (ottimi per effettuare la somma dei singoli frame gli algoritmi di reiezione winsorized sigma clipping  o ancora meglio linear fit clipping).

Dopo la calibrazione l’allineamento e lo stacking si otterranno i file scaricabili qui in formato xisf di PixInsight e convertiti in formato TIF 16bit

Dai risultati ottenuti si può notare come una delle migliori sessioni sia quella del 2 dicembre 2015.

Le altre, prima di poter contribuire alla somma complessiva, dovranno essere portate al livello della migliore, ovvero quella del 2 dicembre. Questo produrrà una somma complessiva più dettagliata, di quella che si potrebbe ottenere sommando senza alcun intervento preventivo tutti i frame di tutte le sessioni.

L’elaborazione proposta è grossolana e molto rapida: una rapida deconvoluzione in PI ( normalmente uso i noti software Astroart e IRIS ma per questo test cercherò di utilizzare, almeno per i passaggi principali PixInsight – di seguito PI- in quanto programma molto diffuso tra gli appassionati).

 

Ecco il risultato per esempio, dopo una intensa deconvoluzione ottenuto sulla somma dei dati della sessione del 15 novembre 2015).

 

L’immagine è alterata da una deconvoluzione spinta e non limitata da maschere protettive (PI regularized Richardson Lucy 80 iteraz.), ma ciò che per ora è importate è verificare il livello e la scala di dettaglio ottenibile, senza pensare troppo all’estetica.

Aprendo l’immagine in PS, e mettendo la somma grezza su di un livello e quella deconvoluta sul livello superiore si selezioneranno le stelle (ottenute con la deconvoluzione), con una bacchetta magica con tolleranza 10 (magari sfumando un po’ la selezione) copiate e semplicemente incollate sulla somma grezza  (con una maschera di livello e un pennello si potranno far emergere parti del livello sottostante non deconvoluto in modo da eliminare gli artefatti attorno alle stelle più luminose). Anche i dettagli della galassia potranno facilmente emergere con l’uso di un pennello su semplice maschera di contrasto in PS.

Eventuali pixel caldi residui non rimossi dalla somma sigma clipping potranno essere tolti con lo strumento polvere e graffi in PS.

 

A conclusione di questa grossolana fase preliminare il cui scopo come detto è quello di portare i dati (o meglio le somme) delle sessioni del 15 e 16 novembre al livello di quella del 2 dicembre ho ottenuto le immagini scaricabili qui oppure qui :

Come detto la somma di queste con quella del 2 dicembre che invece non ha subito interventi ,ci fornirà la somma complessiva delle sessioni a piena risoluzione unbinning  (15, 16 novembre e 2 dicembre 2015) per un totale di 440 minuti scaricable qui ( sum unb 440 min sess 15-16/11; 2/12) .

 

ora finalmente potremo iniziare le nostre prime verifiche sul livello di dettaglio raggiunto (mentre per la profondità e morbidezza utilizzeremo anche la somma di 200 minuti ottenuta in binning 2x la notte del 18 novembre 2015).

Per ora rivolgeremo la nostra attenzione unicamente sulla somma dei dati ottenuti a piena risoluzione (unbinning) da 440 min.

Apriamola in PI e applichiamo una deconvoluzione RRL di 50 it;

successivamente utilizzando il noto freeware IRIS  applicando un fltro gaussiano a raggio 1 (processing – gaussian filter) e poi i wavelet (processing – wavelet) con i valori gauss iris 1.0 wav iris finest 6 fine 10,1 medium 0,5 large 0.6 largest 0,6 e infine applicando un filtro adattivo o un blur (processing – blur) e altre tre deconvoluzioni in PI (sempre utilizzando l’algoritmo Regularized Richardson Lucy), potranno rendere ancora più incisivi i dettagli.

Alla fine della nostra grossolana elaborazione e senza alcun procedimento di riduzione rumore (a parte il leggero gaussiano applicato in iris) otteniamo questa immagine scaricabile qui : somma 440min dopo ammorbidimento wav iris e dec PI

Esiste ancora segnale e dettaglio da estrarre (questa volta però inserendo nel procedimento passaggi di contenimento del rumore ) ed ognuno se vorrà fare sul serio, con più tempo e un pizzico di pazienza (e soprattutto con un procedimento di elaborazione vero e proprio ), riuscirà con facilità a fare meglio di così.

Il mio scopo come detto è quello di consentire a tutti in pochissimi minuti di toccare con mano il livello di dettaglio della NGC 891,  per comprendere in che misura quella inviata all’APOD sia differente.

Non dobbiamo per ora guardare le stelle che dovranno essere elaborate con procedimento a parte e neanche il fondo cielo che sarà dato dalla somma complessiva ( ricordate? Abbiamo ancora 200 minuti in binning da sommare), ma solo la scala e la tipologia dei dettagli contenuti nell’immagine.

C’è ancora molta strada da fare però ecco già un preliminare quanto frettoloso confronto con quanto abbiamo ottenuto e la versione inviata all’APOD.

 

 

Per questa animazione, ho utilizzato come detto, l’immagine ottenuta con i rapidi passaggi fino qui descritti. Prima però mi sono permesso di applicare al fondo cielo un filtro di riduzione del rumore in PS (  filtro-disturbo-riduci disturbo : intensità 7 ), in quanto, gli artefatti sul fondo cielo cielo potevano distrarre dall’oggetto della nostra indagine preliminare ovvero la galassia ). Per il proseguo del nostro percorso però, l’intervento di tale filtro sarà rimosso, per ritornare alla versione ottenuta con i passaggi fin qui descritti.

La NGC 891 inviata all’APOD è il risultato ovviamente di una elaborazione molto più lunga ed accurata, risultante da moltissimi passaggi in ogni singolo software come di “salti” tra un software e l’altro.

Applicando una elaborazione meno frettolosa e soprattutto un pò più accurata (pur utilizzando gli stessi dati impiegati fino ad ora), sommando anche i dati ripresi in binning 2x  scaricabili qui ( sum lum200min sess 18,11,2015 lev adjust pulita dec PI ) ed utilizzando le maschere di livello in PS …..

si potrà ottenere una versione migliore ( e sicuramente più morbida ) della precedente.

Non sono mai stato un grande elaboratore, quindi la maggior parte di coloro che leggono, saranno sicuramente in grado di produrre una versione finale ben migliore della mia.

Con questo ovviamente non voglio dimostrare che un C11 possa raggiungere le prestazioni di un 60 cm utilizzato dalle sapienti mani di A.Block, tuttavia ognuno potrà stabilire se un incremento come quello evidenziato, possa giustificare il rischio di buttare via una reputazione, costruita in anni di lavoro.

Utilizzando i dati fin qui presentati, come base di partenza, considerando anche la comparabile dimensione stellare con quella presentata all’APOD non sarebbe stato poi molto difficile, per un qualsiasi possessore di qualche rudimento di PS ( come lo sono io ), produrre un falso con i dati di Block ( anche con un semplice singolo passaggio di maschera di livello e pennello ). La fusione con i miei dati in questo caso è stata, solamente sulla galassia, pari al 40% 

applicando il colore ripreso, come si può vedere dai dati grezzi scaricabili e con il tocco finale degli spikes con software Star Spikes Pro (che controlla praticamente tutto del pattern stellare, dal numero all’angolo e posizione degli spikes, dall’intensità agli aloni, ai fenomeni diffrattivi, etc) avremmo realizzato il nostro fake perfetto ( nel quale il fondo cielo sarebbe stato ovviamente – prima regola di un buon faker- molto più accorto e prudente ). 

In definitiva credo, un fake molto più accurato e credibile di quello, assai grossolano, che mi si imputa.

 

Il dettaglio raggiungibile 

Su soggetti più semplici e luminosi di NGC 891 i risultati come cercherò di evidenziare tra poco possono essere migliori di NGC 891.

Una nota espressione recita : Excusatio non petita, accusatio manifesta, cioè chi non accusato si scusa si accusa.

Mi si contesta il plagio di NGC 891, che io sappia null’altro e quindi potrei finire qui la mia esposizione.

Tuttavia a volte, invero molto di rado, ho trovato un pò di scetticismo sulla possibilità di ottenere immagini così dettagliate con un 28 cm.

Su questo vorrei dire tre cose :

la prima: non sono moltissime le immagini che vedo in rete che  a mio modesto parere, mi danno l’impressione di  sfruttare al massimo un medio diametro.

la seconda: sarò sicuramente contestato per questa affermazione, ma prima dei fantastici lavori di Christopher Go, Damian Peach o Anthony Wesley avremmo mai detto che un normale catadriottico commerciale molto ostruito ( seppure del diametro di 36 cm) sarebbe stato in grado di realizzare le migliori immagini in alta risoluzione del pianeta? Se questo è vero è proprio impossibile pensare che un Celestron 11 possa essere un ottimo strumento ( anche più di quanto normalmente si pensi ) per il profondo cielo ( campo oltretutto dove l’ostruzione centrale pesa meno che nel caso dell’alta risoluzione )?

La terza: per quello che posso affermare dopo anni di esperienza con il mio strumento, c’è una buona notizia: ovvero, come si vedrà tra breve, i dettagli che sono presenti nelle mie immagini sono sicuramente alla portata di un medio diametro ( 28 cm nel mio caso ). Il prezzo da pagare è quello di una grandissima attenzione alla qualità dei dati di partenza che successivamente verranno trattati con un processing da adeguare al soggetto ripreso.

Il livello di dettaglio tipico che caratterizza le mie riprese è a parità di seeing, è ben desumibile dai frame grezzi di lavori già pubblicati, come ad esempio  Messier 63 ( frame grezzo ripreso a 2800 mm di focale il 5 giugno 2015, scaricabile qui  ) oppure sulla nebulosa Laguna ( fit grezzo non calibrato scaricabile qui ), oppure ancora su lavori mai resi pubblici come quello su NGC 4631 ( fit grezzo non calibrato, scaricabile qui oppure su NGC 2903 ( fit grezzo non calibrato scaricabile qui )

 

 

Inoltre come detto in passato in diversi contributi in rete e su riviste del settore, utilizzo spesso una forte sovracampionatura ( oppure utilizzando sistematicamente il drizzle anche ad elevate focali ) come ad esempio le riprese ad f 20 eseguite su molti oggetti compreso Messier 51 che tra poco sarà di esempio, che mi da modo di far lavorare in maniera inaspettatamente buona alcuni algoritmi di deconvoluzione ( ad esempio quello di Wiener).

Il sito da cui ottengo quasi tutte le mie immagini è spesso immerso nella nebbia. Infatti per giorni l’aria ristagna regalandomi molte serate di scarsa trasparenza ma dall’ottimo seeing.

Per comprendere meglio il seeing del mio sito, riporto di seguito due brevi filmati planetari ottenuti in condizioni medie :

Saturno ripreso il 14/06/2017 filtro rosso focale equivalente 8550 mm  : 2017-06-14-2310_2-Sat_011011

Giove ripreso il 7.04.2016 filtro rosso ( f eq: 7350mm ) : Jup red 7.04.2016 f 7350mm

Per anni ho pensato di essere anche io  attento alle fasi della ripresa, ma mi sbagliavo. Quando mi andava di riprendere un target attendevo una notte di discreto seeing e poi procedevo. Una o due notti di integrazione e poi procedevo all’elaborazione. Ora cerco di riprendere, a lunga focale, nelle notti veramente calme accumulando molte sessioni di cui la maggior parte, poi, saranno scartate.

L’obbiettivo finale è quello di raggiungere la quota di 20, 30 o più ore di ottimo segnale. Per fare questo purtroppo, almeno dal mio sito, a volte occorrono più anni.

Prendiamo ad esempio Messier 51

Molte sono state le notti di ripresa, utilizzando sempre il mio H694 al fuoco ( a f 10, f 6,3 mediante un riduttore Lepus della Optec e a f 7 mediante un riduttore Takahashi),  del mio fido Celestron C11HD l’unico strumento ( a parte due rifrattori da 80 mm ) che possiedo da anni ( prima avevo un Meade ACF 10″ e un Newton Boren Simon da 8″ ). 

Tra queste non ho scartato solamente le seguenti  ( che si riferiscono solamente ai dati utili per la creazione di una luminanza, visto che oggetto del test riguarda il dettaglio raggiunto, tuttavia su richiesta sono disponibili le sessioni di crominanza e di halpha ): 

sessione 11.06.2013  scaricabile qui  

sessione 13.06.2013 scaricabile qui  

sessione 14.06.2013 scaricabile qui 

sessione 16.06.2013 scaricabile qui

sessione 17.06.2013 scaricabile qui

sessione 28.02.2015 @ f 6.3 scaricabile qui

sessione 1.06.2014 @ f 7.3 scaricabile qui

sessione 2.04.2015 @ f20 scaricabile qui

nei link indicati sono state inserite anche le somme già fatte ( in formato xisf, tiff e fit ) ma per chi volesse riprodurre anche la calibrazione delle singole integrazioni, qui troverà i bias frame, i flat field ( e per chi utilizzasse ancora i dark anche quelli ).

Si tratta di materiale adatto a comporre una posa complessiva di 1548 min ovvero 25,8 ore di luminanza.

di queste, proviamo a sommare ( previo calibrazione dei singoli frame, che in questo caso consiste nella rimozione unicamente del bias frame)  solamente quelle del 14, 16, 17 giugno 2013 e del 28 febbraio 2015.

Otterremo  una somma complessiva di 970 min in condizioni di buon seeing scaricabile qui in formato TIFF.

se applichiamo a questa somma grezza, un semplice filtro di contrasto in Photoshop ( filtro-nitidezza-maschera di contrasto) con i parametri fattore 360 raggio 3,9 otteniamo l’immagine seguente (che ci permetterà già di intuire se il livello di dettaglio raggiunto è soddisfacente e quindi meritevole di una elaborazione vera e propria che possa estrarre tutta l’informazione possibile).

Ovviamente per esaminare meglio la nostra somma , potremmo applicare un algoritmo deconvolutivo in PI  ( nell’immagine seguente ho applicato 60 iterazioni dell’algoritmo Regularized Richardson Lucy con valori di raggio pari a 2,80) .

 

Come è ben noto è il seeing a limitare il potere risolutivo del nostro strumento ( almeno per quanto riguarda le tecniche tradizionali ). La sensibilità a questo fattore (il seeing) è inversamente proporzionale al diametro. Per esperienza ho notato che uno strumento di 100 mm (a parità di campionamento) utilizzato in condizioni di ottimo seeing, produrrà un livello di dettaglio non distante da quello raggiunto da diametri doppi impiegati in condizioni non idonee di ripresa.

Se questo è vero, lo sarà ancora di più nel confronto con grandi diametri, molto più esposti agli effetti degradanti del seeing (non solo per il diametro ma per le maggiori focali che in genere questi ultimi hanno).

Già in condizioni medie, tra un 200 mm e un 400 non c’è storia, ma per il primo saranno molte di più le notti adatte a svilupparne tutto il potenziale e con i moderni strumenti di processing è possibile a volte abbattere il limite che nel nostro immaginario è relativo ad un determinato diametro.

Certamente bisognerà integrare molto di più e quindi la foto della vota potrebbe richiedere anche diversi anni.

Il livello di dettaglio appena descritto può sicuramente essere migliorato, ma per farlo è necessario ricorrere ad un concetto di ripresa e relative  tecniche differenti rispetto a quelle normalmente utilizzate.

Di seguito la nebulosa planetaria NGC 7662  ripresa con il C11 @F 6.3 con una camera ASI 178 utilizzando la tecnica ” Lucy imaging ” 

              

 

Conclusioni 

Chi avrà avuto la pazienza e la curiosità di seguirmi in questa esposizione, ne trarrà le considerazioni che riterrà opportune.

Ognuno stabilirà in coscienza, se in normali condizioni di salute mentale è possibile voler rischiare una “carriera” trentennale ( pubblica, sulle riviste del settore dal 2007 ) per un semplice incremento (ognuno ne stabilirà anche la misura), dei dati in una singola immagine, un singolo lavoro, per un singolo APOD o premio in più.

Trenta anni dedicati all’esplorazione dei limiti strumentali delle ottiche e dei sensori dalle riprese su pellicola chimica a quelle multibanda con reflex digitali  ( ved ad esempio il lavoro su Messier 8, e quelli precedenti risalenti al 2009 premiati,  pubblicati su riviste e in articoli )

sia con camere CCD utilizzando il sistema hyperstar, per riprese profonde ( cfr. ad esempio il lavoro eseguito sulla nebulosa Jellyfish o sull’enigmatico oggetto OU4 in Cefeo ).

IC-443-Jellyfish_th                               

profondità necessaria, anche per tentare di riprendere regioni di cielo conosciute, in maniera inedita, come ad esempio nel caso dei lavori sulla regione di Messier 15 oppure di NGC 6946 la famosa galassia fireworks in Cefeo.

oppure sulla Helix nebula, come sulla Iris Nebula 

Dai test multibanda al fine di creare composizioni tricromiche o quadricromiche inedite ( ad esempio su Messier 16  )

a quelli condotti nel vicino infrarosso fino agli 807 nm ( anche sulle comete,  come nel caso della C2014 Lovejoy) :

 

dalle collaborazioni, alla promozione, anche con articoli, del fare imaging coordinato tra più operatori, sia a distanza che sullo stesso sito.

Alle campagne fotografiche su regioni poco riprese : 

Ai lavori in alta risoluzione su pianeti

a quelli sulle nebulose 

NGC 6888..

da quelli sulle galassie

agli esperimenti di procedimenti deconvolutivi in regime di sovracampionamento (tramite riprese deep sky a lunghissima focale fino oltre i 5 metri ) ai recenti sviluppi di nuove tecniche fotografiche, rivolte ad erodere la distanza che esiste tra seeing locale e potere risolutivo degli strumenti, in una sintesi sinergica, tra tecniche hires e deep sky (attualmente in corso in uno dei miei ultimi lavori  Lagoon Nebula hires ) che rappresenta penso, un pò il vertice delle mie possibilità con la strumentazione in mio possesso.

 

 

Tutto questo, non per dire che sono bravo.

I bravi imagers (alcuni dei quali, sono da tempo mio riferimento e ispirazione), sono altra cosa; vorrei solo portare ad intuire in maniera estremamente sintetica a chi non la conoscesse, la mia passione e il suo spaziare indegnamente in molti campi dell’imaging ( e quindi tutto quello che avrei messo in gioco con una singola immagine, o per un singolo riconoscimento, peraltro più volte già ottenuto in passato ).  

Io e i fit di dei miei lavori saremo disponibili, utilizzando l’apposito form sul sito ( riportata sul sito alla sezione contattami ), oppure presso la mia casella di posta algol72@msn.com, per chiunque voglia parlare di astronomia, di tecnica astrofotografica, anche di errori umani, ma non di gossip.