Messier 8/ NGC 6523

 

Esperimenti nella Laguna 

 

Navigando in rete diverso tempo fa mi imbattei in una immagine di questo fotografatissimo soggetto, che mi colpì molto. L’autore Fred Vanderhaven che per questo lavoro ottenne un meritato APOD il 15 giugno 2008 aveva realizzato una ottima versione di questa nebulosa utilizzando uno strumento di 12″ . Pertanto decisi di tentare una ripresa a lunghissima focale, per verificare che anche io con i miei modesti mezzi ( Celestron 11 HD) potessi ottenere un risultato simile.  Purtroppo si è trattato di riprendere un soggetto sempre basso sull’orizzonte e per di più nella zona più inquinata del mio pessimo cielo. Per questo le riprese si sono protratte per molto tempo. Ecco per brevi steps il percorso che mi ha condotto a quella che ritengo essere una delle mie migliori immagini.

Si è reso necessario selezionare le sessioni ottenute con buon seeing per ottenere una toatale complessivo di quasi 11 ore  nel canale halpha sia a f6 che a f10: una buona base di partenza.

 

 la quantità di segnale si è rivelata sufficiente per sperimentare degli algoritmi di deconvoluzione particolarmente aggressivi come ad esempio quelli di Van Citter o di Wiener.

 

 

Utilizzando 312 minuti ripresi nella banda spettrale dello zolfo e 1,74 ore nell’ossigeno  (oltre a 36 minuti nel blu e 30 nel rosso al fine di dare un tocco di maggiore naturalezza alla componente stellare ) ho cercato di realizzare due versioni a colori. Nella prima  sono assenti i dati ripresi nello zolfo. Affascinanti i dettagli della hourglass nebula, cuore luminoso della laguna)

miscelando lo zolfo ecco che la tinta cromatica cambia nettamente

 

Descrizione:   Guillaume Le Gentil fu il primo a riconoscere quest’oggetto come non stellare nel 1747; pochi anni dopo, nel 1764Charles Messierne fornisce la prima descrizione completa: “Ho pure determinato, sempre la stessa notte, la posizione di un piccolo ammasso di stelle che si osserva sotto forma di nebulosa osservandolo con un rifrattore non acromatico di 3 piedi; con un migliore strumento compare una grande quantità di piccole stelle: nei pressi di questo ammasso si trova una stella abbastanza brillante che è circondata da una luce molto debole: è la nona stella di Sagittarius, di settima magnitudine, secondo il catalogo di Flamsteed; l’ammasso appare allungato da Nord-Est a Sud-Ovest. La sua posizione è stata trovata al transito meridiano per comparazione con delta Sagittarii; aveva ascensione retta di 267°29’30” e declinazione australe di 24°21’10”. Può estendersi da Nord-Est a Sud-Ovest per circa 30′.” William Herschel e John Herschel osservarono ripetutamente questa nebulosa, descrivendola come un’estesa nebulosità ricca di chiaroscuri e divisibile in due parti, con attorno un gran numero di stelle; il primo a segnalare che la nebulosa era in realtà visibile anche ad occhio nudo fu il pastore Webb, ben dopo i due Herschel.[4]

La Nebulosa Laguna appartiene al braccio di spirale galattico immediatamente più interno rispetto al nostro, il Braccio del Sagittario; dista circa 4100 anni luce dalla Terra ed è sede di alcuni oggetti e fenomeni astronomici interessanti, come ammassi aperti (vedi NGC 6530), regioni di formazione stellarenebulose oscure, giovani stelle, gas caldi. Il nome “laguna” deriva dalla nube di polvere visibile ad est dell’ammasso aperto centrale.La Nebulosa Laguna si estende nel cielo per 90’x40′, che ad una distanza di 4100 anni luce equivalgono a 110×50 anni luce di estensione; al suo interno si osservano diversi globuli di Bok, ossia nubi di materiale protostellare collassato; i più notevoli di questi sono stati catalogati dal Barnard come B88, B89 e B296. La nebulosa contiene anche una struttura nota come “Nebulosa Clessidra” (nome datole da John Herschel), che però non è da confondere con la omonima nebulosa planetaria, nella costellazione della Mosca. Nel 2006 sono stati scoperti all’interno della “clessidra” i primi quattro oggetti di Herbig-Haro, fra i quali spicca HH 870: questa scoperta fornisce la prova che nella regione sono attivi e persistenti i fenomeni di formazione stellare.credit : Wikipedia

Optics: Celestron C11 HD @ f 6/ f10
Mount: Avalon M1 / M3  Fast Reverse
Camera: SX H694 / ASI 178
Dates/Times: 2015 / 2016
Location: Viterbo, W.Herschel Obs. Italy
Exposure: 162 min sess 26.06.2016,

174 min sess 10.07.2016

25 min ASI 178 2 ago 2016 +15 min asi178 2 ago 2016 binn

26.07.2016 asi 178 23,65 min

39 min 28.07.2016 asi 178

tot : 336min periferia , 102min nucleo (asi 178) tot 2016: 438 min

2015 (4/5/6/7 july : selected  219min)

tot lum halpha: 10.95

Lum (halpha): 12,2 h.  OIII : 1,74 h ; SII: 312 min;

Cooling:  avg – 5°
Acquisition:  SEquence Generator Pro, Astroart, PHD2
Processing: Iris, Astroart, PI, PS CC.
SQM-L:  19.4
NOTE  um: 80%

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