NIR Experience

 

Near Infrared Experience

Ho sempre trovato affascinante esplorare l’universo a diverse lunghezze d’onda, fin dall’uscita delle prime riflex digitali. Con tali sensori a bassa efficienza quantica e bassa risoluzione, ottenere immagini nella banda dell’ idrogeno ma soprattutto nello Zolfo ionizzato era davvero complicato.
Con le moderne camere ccd monocromatiche è molto più semplice. Non solo, grazie alla loro alta sensibilità all’infrarosso vicino, è possibile fotografare anche in questa banda, per ricevere la luce dei giovani soli, completamente avvolti nella nebulosa che gli sta dando la vita. Infatti, già a circa 670 nm l’idrogeno molecolare o eccitato diventa “trasparente”, permettendoci di osservare ciò che sta al di là delle coltri nebulari.
Tuttavia è alla lunghezza d’onda di 807 nm che la differenza si fa ancora più marcata :in questa regione dello spettro, la dove sembra esserci una coltre impenetrabile di nebbia, migliaia di stelle improvvisamente si illuminano.

 

Il primo target di questa indagine è la nota nebulosa IC 1318 nel cuore della costellazione del Cigno.
È una delle regioni dove la presenza di nubi di idrogeno è più massiccia.
Per questo motivo, è uno degli oggetti più spettacolari a 807 nm (Astronomik Filter)

Un altro soggetto dove è grande la differenza tra l’idrogeno e l’infrarosso vicino è  la notissima Messier 17 nel Sagittario.

 

 

Chiude questa rapida e provvisoria carrellata, l’altrettanto nota Messier 16 in Serpens Cauda.

 

 

 

 

 

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