Perchè Avalon perchè M1

Perchè Avalon? Perchè M1?

Molti, dalle pagine delle riviste specializzate, dei forum, sui social, tramite il mio sito, oppure semplicemente nel corso degli star parties a cui partecipo mi fanno questa domanda. Non sono un tecnico, mi piace solamente fotografare le meraviglie del cielo e la strumentazione per me è solo un mezzo per raggiungere questo scopo. Sono disposto ad apprendere bene il comportamento sul campo del set up utilizzato, ma poi questo deve funzionare e basta. Per raggiungere nelle immagini la profondità che voglio, ho bisogno di decine di ore di esposizione. Pertanto, oltre il tempo strettamente necessario a rendere operativa la mia strumentazione, non voglio perdere neanche un minuto. Mi rendo conto, che per un produttore di strumentazione astronomica, non dovrei essere un cliente semplice da soddisfare!

IO E M1 al Rufeno

 

Trasportabilità 

Quando devo effettuare uscite metto la mia M1, inclusi tutti i cavi necessari già cablati su di essa, dentro un medio trolley da viaggio, come fosse un normale bagaglio a mano. Non solo: di solito nel trolley trovano posto tutti i miei vestiti pesanti per riprendere se necessario di notte anche in alta quota! Arrivato sul posto, non devo fare altro che far uscire la montatura dal trolley e metterla su un treppiede che questa è già pronta dopo l’istallazione dell’ottica e un rapido puntamento al polo, a riprendere.

M1 in trolley

in viaggio

Contrappesi? Un lontano spiacevole ricordo…

Per anni nelle mie uscite prima di acquistare una M1 mi sono portato dietro decine di chili in contrappesi. Tutto questo ormai è solo un ricordo: non li ho più utilizzati (notare ruggine). Il braccio della M1 è inoltre retrattile, quindi se si volesse bilanciare strumentazione più leggera basta far scorrere il braccio verso l’asse polare accorciandolo.  

Con la M1, per bilanciare l’intero set up di ripresa (Celestron 11HD accessoriato e quindi pesante più di 20 kg), sono sufficienti un paio di kg circa!

vecchi contrappesi

contrappesi necessari con montature tradizionali

contrappesatura M1

contrappesi necessari con la M1

contrappesi M1

contrappesi M1

 

Cavi penzolanti ? Mai più!

Una volta installata la M1 su un treppiede (io uso l’ottimo T-Pod della Avalon, leggero, robusto e con la possibilità di riempire i tubolari delle zampe per rendere il tutto ancora più roccioso), la M1 è pronta all’uso con il cablaggio pronto: non è cosa da poco soprattutto se ci si trova già al buio!

cablaggio M1

dettaglio cablaggio M1

Infatti, rimuovendo il cannocchiale polare dal suo alloggiamento (io utilizzo quello esterno, permanentemente installato), si avrà, nell’asse polare cavo, un generoso spazio sufficiente a far passare tutti i cavi. Questo, non solo garantisce la pulizia del set up, riducendo il pericolo che un cavo si impigli (nel mio caso è vitale che questo non succeda: rischierei di rompere la lastra del mio C11 quando è in modalità hyperstar!!), ma elimina completamente l’effetto oscillazione che il vento (anche leggere brezze), può produrre sui cavi penzolanti. Inoltre se voglio che al posto del mio ccd ci sia una reflex, oppure una camera di ripresa planetaria oppure altro, ho già tutti i cablaggi pronti all’uso.

Effettiva capacità di carico 

La capacità dichiarata è di 20 kg circa, ma normalmente, le dichiarazioni di vendita non mi interessano molto: voglio sempre verificare di persona. Sulla mia M1 ho caricato di tutto in ogni modo possibile, fino a diverse ottiche per raggiungere un peso complessivo, intorno ai 30 kg. Le prestazioni visuali o in alta risoluzione sono state ottime, mentre quelle fotografiche sono risultate molto buone. L’unica cosa che la M1 così caricata teme è il vento, per questo cerco di mantenere il carico entro i 20 kg, valore più che sufficiente per un set up anche impegnativo. La cosa bella è che quasi ogni chilo utile è sfruttato dal’ottica e non dai contrappesi!  

doppia ottica con hyper oag

doppia ottica con tubo lunghissimo

Celestron 11HD in modalità hyperstar con in parallello uno Skywatcher 80 ED. Tubo ottico principale munito di paraluce che porta la lunghezza complessiva del tubo stesso a circa 132 cm.


Uno dei carichi più impegnativi (30 kg di peso per 150 cm di lunghezza) è stato un Newton autocostruito dall’amico Mario Lovrencie. Ebbene la M1 l’ha gestito come non avrei mai immaginato. Quella sessione notturna al Monte Labbro (GR) in effetti è stata una delle più belle che io ricordi che ci ha regalato anche la bella LDN 673 nell’Aquila. 

carico newton

carico newton bis

 


Facilità e rapidità d’uso

Quando diversi anni fa decisi di cambiare la montatura avevo, tra i tanti, un forte desiderio : arrivare sul posto ed in pochi minuti ( pur con un set up pesante e non semplicissimo da gestire come è il mio), essere subito pronto a riprendere. In effetti la M1, ma da quanto ho sentito anche le altre montature Avalon, consente, dopo un rapido allineamento polare (portando ad occhio la costellazione dell’Orsa Maggiore a coincidere con la relativa serigrafia del cannocchiale), di partire immediatamente con pose di 10-20 minuti anche a focali elevate. In passato tra cavi, allineamento polare, bilanciamento e successivo passaggio in meridiano, impiegavo più di un’ora prima di essere pronto a riprendere (il che soprattutto d’estate significa iniziare dopo la mezzanotte). Con la M1 impiego al massimo un quarto d’ora prima della sessione, durante la quale posso andare tranquillamente a dormire non essendo più necessario alcun controllo umano. Questo aspetto è una grande comodità anche e soprattutto quando si vuole, non essendo fisicamente presenti,  gestire il set up in maniera completamente remota. 

 

Meridian flip? No grazie

L’ho fatto per anni, ma francamente ne avrei fatto volentieri a meno. So che per molti non viene considerato un problema, in quanto può essere fatto automaticamente mediante software di gestione. Qualche volta però l’elettronica tradisce ed inoltre, per i possessori di configurazioni con ottiche non fisse (penso agli SC ma anche ai possessori di Newton), il ribaltamento del tubo potrebbe portare ad avere degli spostamenti indesiderati delle ottiche stesse che potrebbero variare campo e  messa a fuoco. A mio avviso la migliore soluzione è quella di eliminare il problema alla radice. Ciò che non si deve fare, non può non funzionare.

Mobilità

La cosa che più mi spaventò all’inizio della M1 è stata la forma inusuale. Temevo infatti che alcune ottiche, soprattutto quelle lunghe, sarebbero state impossibilitate in alcuni movimenti (sostanzialmente in declinazione). La posizione peggiore è verso la stella Polare. Beh dopo anni di utilizzo in tutte le configurazioni possibili, posso dire di non aver mai avuto problemi. Nei casi più difficili è disponibile un apposito accessorio distanziatore Avalon di cui però francamente non ho mai avuto bisogno.

verso la polare

 

 

 

 

 

Estetica

In genere non guardo molto all’aspetto, interessandomi di più le prestazioni. Tuttavia devo riconoscere che la qualità Made in Italy si riconosce subito (e non solo per il bellissimo colore rosso Ferrari), non solo con gli occhi, ma anche al tatto. Dopo anni di utilizzo, in ambienti spesso umidi, non ho riscontrato nemmeno un punto di ruggine, neanche un piccolo cedimento della perfetta anodizzazione: sembra ancora come nuova! La realizzazione è leggera ma allo stesso tempo robustissima.

Prestazioni

Non serve a nulla però disporre di un set up di facile e di immediato utilizzo, se poi non ti permette di fare quanto vorresti. La domanda più importante è : cosa mi può dare questa montatura? Per rispondere, lascerò parlare solo le immagini (per chi fosse interessato, sono disponibili grezze, in estensione .fit).

L’immagine seguente mostra i tipici valori di guida in modalità hyperstar, utilizzando una Lodestar X2 in guida fuori asse al fuoco f2 (quindi la guida viene effettuata a 530 mm di focale circa).
guida hyper per sito

 

Ecco invece i tipici valori di inseguimento a fuoco diretto (ovvero a 2800 mm di focale).

f10 heart nebula goon guiding

In effetti però, confesso di ritenere i grafici di guida puramente indicativi. A cosa serve infatti, un buon grafico se poi non ho stelle ben guidate ed immagini incise? Siccome ho il vizio di testare a fondo la strumentazione che possiedo, ho cercato fin da subito di capire i limiti della M1 e in tal senso cosa c’è di peggio per una montatura di un test a pieno carico eseguito a focali elevatissime?  Ed ecco quindi il comportamento di questa creazione Avalon a pieno carico ( più di 20 kg ), sulle lunghissime esposizioni (una singola posa di mezz’ora !) alla focale di 2800 mm ( CCD H694: 30 min di esposizione singola guidata con PHD, Lodestar e OAG Proxima).

m51 30min C11 f10

 

Ed ecco invece il risultato di 20 minuti di esposizione con lo stesso set up ma portando la focale ad f 20 (focale :5600 mm !!!). Confesso che durante questa prova il grafico non mi aveva entusiasmato, ma il risultato finale, quello che poi conta è andato ben al di la di ogni mia più rosea previsione. Il mio modesto consiglio quindi è quello di non dare troppo retta ai grafici !! 

 

M42 20min C11 f20

Star Go

Sono sempre stato un affezionato utilizzatore del sistema EQ Mod, che ho continuato ad utilizzare anche con la mia M1, ricavandone ottime soddisfazioni. Tuttavia la differenza con il sistema proprietario Avalon è evidente. Ho installato infatti lo Star Go da circa un paio di anni e quindi ho avuto modo di testarlo a fondo. Mi dispiace deludere chi volesse test tecnici, come detto all’inizio sono prevalentemente un esigente utilizzatore. In questo senso posso confermare l’ottima la precisione di puntamento anche alle lunghe focali che normalmente utilizzo per le riprese ( un modello del cielo costruito con un puntamento a più stelle migliora le performances di puntamento, ma personalmente ho trovato sufficiente il semplice allineamento ad una stella ), così come le prestazioni di guida, molto più fine e a velocità molto più basse (fino a 0,05 x) rispetto all’EQ Mod della Syntha. Inoltre è possibile parcheggiare la montatura in qualsiasi posizione in modo da poter iniziare ogni nuova sessione evitando così di rifare l’allineamento prima di ogni sessione. La messa a fuoco gestibile tramite star go (e fuocheggiatore FOC S della Avalon) è forse la più fine e precisa che abbia mai sperimentato. Riprese come NGC 3628 che mi ha regalato il terzo APOD e Messier 51 che mi ha concesso il secondo posto al Premio Internazionale La Palma, non sarebbero state possibili senza una guida e una messa a fuoco impeccabili. Attraverso lo star go e le apposite porte dedicate sono gestibili e programmabili numerosi accessori, tra cui anche reflex digitali. Star Go è anche un ottimo sistema di gestione remota, anche tramite Smart Phone, Tablets etc.. Insomma si tratta di un prodotto moderno, versatile ed altamente funzionale nonchè continuamente aggiornabile e implementabile tramite nuovi firmware continuamente rilasciati dalla Avalon.

In postazione fissa

La strumentazione Avalon è all’avanguardia nella remotizzazione. Sotto questo aspetto posso riferire per esperienza diretta, la grande facilità ed efficienza della gestione remota del mio set up sia in postazione fissa nel mio osservatorio, sia nelle uscite, in sessione esterna. Numerosi appassionati sono andati oltre, acquistando il pacchetto completo ovvero Merlino, il mini osservatorio remoto Avalon. Ho avuto modo di assistere a sessioni completamente automatizzate, mentre l’operatore si trovava magari in vacanza con la famiglia a centinaia di chilomentri di distanza dalla postazione operativa. Nelle sessioni notturne, sono stato spesso accanto a numerosi Merlino ( soprattutto all’ Astronomical Center di Manciano ), durante il loro funzionamento, ricavandone sempre impressioni di estrema efficienza e silenziosità.

 

Difetti

Nulla è perfetto. Ma rispetto alla sostanza ottima trovo i difetti della M1 molto marginali. Cavo della pulsantiera alquanto rigido soprattutto alle basse temperature (tanto è vero che preferisco toglierlo in quanto ogni funzione della montatura è di facile accesso tramite pc oppure grazie al mio Smart Phone). Impossibilità di allineare al polo con strumentazione montata ( ma per eliminare questo problema è sufficiente utilizzare un cannocchiale polare esterno come personalmente faccio da anni). Ho notato inoltre come, che nel caso in cui il braccio sia portato nella posizione più esterna, ovvero quando si debba utilizzare la montatura con ottiche di diametro e peso importante, si apra una piccola luce, una minima distanza tra il basamento della montatura e il braccio stesso. L’unico inconveniente dello spazio suddetto è che lo stesso potrebbe consentire all’aria umida della notte d’insinuarsi all’interno del vano dove è contenuta la scheda dell’elettronica . Anche in questo caso però, la soluzione è veramente banale essendo sufficiente una strisciolina di gomma di un paio di mm di spessore, per far si che il tutto ritorni ad essere perfettamente isolato rispetto all’esterno. Altre migliorie possibili potrebbero essere: la presenza di una bolla sferica sul basamento (in luogo di quella toroidale di serie), che darebbe modo all’utilizzatore di verificare la planarità del sistema (problema comunque attualmente risolto, semplicemente con una bolla a doppio asse del costo di 3,5 euro). 

Assistenza

Qualche anno fa ebbi modo di definire l’assistenza Avalon surreale, in quanto incredibile. Dopo anni di utilizzo della strumentazione (non solo montature ma fuocheggiatori, X-Guider, treppiedi, extender, etc accessori che saranno presto oggetto di separato report), di questo affermato marchio italiano, non posso che confermare il mio giudizio. Personalmente devo dire, che quando si parla con mr. Avalon Luciano Dal Sasso, ci si dimentica ben presto di trovarsi di fronte ad un ideatore, progettista e produttore di soluzioni all’avanguardia per il mondo dell’astronomia amatoriale e professionale: la sensazione è invece, quella di parlare con un amico che si conosce da una vita, traboccante di passione. L’unica differenza è che l’amico in questione è uno dei più vulcanici ideatori di bellissimi giocattoli astronomici che io conosca. Sarà probabilmente lui stesso ad invitarvi nel paradiso delle macchine ad alta tecnologia, nei capannoni dove prendono vita le idee Avalon, come sarà lui stesso a pregarvi, nel caso abbiate dubbi oppure semplicemente vogliate ottenere sempre di più da vostro set up, a vedervi fisicamente oppure a realizzare una sessione remota notturna per essere comunque li con voi (magari mentre è impegnato in una nuova realizzazione o mentre si trova a partecipare ad una fiera internazionale di materiale astronomico). Vorrebbe avere il dono della bilocazione, ma nell’attesa di possederlo è supportato anche da un ottimo Team ! 

A tutti i presenti e futuri possessori di un prodotto Avalon quindi, il mio più sincero augurio di Buon Divertimento !

   

foto conclusiva big